Storie di ’68. nel senso l’autobus.

ricevo e pubblico!

Esercitiamoci a ragionare

Autobus di linea. Torino.
Dialogo tra una laureata in scienze dell’educazione altrimenti detta edu”castrazione” e due laureandi in ingegneria. L’oggetto in questione è un carro armato che transita scortato da un’invisibile auto delle forze dell’ordine che la precede di poco in una delle vie principali della città, che congiunge una della prime periferie della città al centro.
Il carro armato è, non solo condotto, ma addirittura “armato” con i due militari in postazione armata. Si discute sull’indelicatezza, in questo momento in cui sappiamo benissimo esserci paesi molto vicini a noi in guerra, di una tale “sfilata” fuori percorso, in questi giorni in cui la nostra città sta ospitando l’incontro nazionale degli alpini, prezzo che pagano in termini di tempi rallentati, disagi negli spostamenti, mezzi pubblici, tutti gli individui che all’interno della loro città si spostano per esigenze d’ogni sorta, che siano lavorative o di qualsiasi altro tipo. Scattano i commenti inevitabili di chi si suda la pagnotta e con la sua pagnotta deve metterne via un’altra a disposizione dello stato: “Tutto ciò è organizzato con i nostri soldi!!”
Non bastano le parate che ci saranno nei giorni a venire, i parchi oberati di tendoni che ai comuni cittadini non offrono nulla, è così necessario imporre tali immagini di militarizzazione che nessuno ha richiesto?

Giorni prima, lo stesso mezzo pubblico bloccato su un ponte costretto ad osservare il passaggio di una quindicina di autobus dell’esercito. Non un autobus che si sia degnato di fare passare il mezzo di linea. Per fortuna, il primo “civile” accodato agli autobus, nella sua anonima automobile, blocca il traffico e fa passare. Segno che agli individui comuni, i cittadini, i “civili” ci pensano gli individui stessi, ogni tanto ancora accade, a volte sa di magia, ma succede. Ci si garantisce da soli, senza bisogno di scorte che invece che tutelare il benessere di tutti, lo ostacolano con prepotenza.

Integrazione wordpress e facebook

Era da un po’ che avevo lasciato nel cassetto il sogno di integrare questo wordpress con un account facebook. In rete di plugin che gesticono le due piattaforme ve ne sono parecchi, di mio ne ho tenuto due che facevano al caso mio.

Il primo serve a collegare wordpress con facebook, come se fosse un’applicazione di quest’ultimo.

Per attivarlo serve un wordpress, l’apposita plugin (es.: wp facebook connect) e un account verificato presso facebook. Dico verificato perchè per ottenere i dati necessari (chiave API e Secret) oltre ai normali dati di registrazione facebook vi richiederà o un numero di cellulare di riferimento o i dati di una carta di credito.

Il secondo plugin, post to facebook, aggiunge un tasto nuovo a fianco del pubblica, denominato Post to Facebook.
Quando si vuole condividere l’articolo sulla bacheca di facebook basterà prima premere sul tasto e poi sull’icona di facebook che comparirà in nuova finestra e una volta nell’account, selezionare l’immagine da usare come thumbnail per la notizia.

Nel caso si vogliano integrare i commenti degli utenti sul fb o i link i plugin da utilizzare saranno altri.

Per vedere l’esempio finito vai al mio nuovo account facebook

Donne Delinquenti: storie di streghe eretiche ribelli rivoltose tarantolate

Ho scoperto di ospitare questo file, che vi ripropongo:
Autore: Michela Zucca
Editore: Edizioni Simone
Note: Un’affascinante ricostruzione della storia delle streghe e delle donne ‘contro’ nel tentativo di verificare – attraverso la raccolta e l’esame di miti e leggende di racconti e di modi di dire dell’iconografia sacra e profana dell’interpretazione che dei fatti hanno dato e danno gli abitanti delle montagne italiane – quali tracce la loro religione animista e i loro culti di trance abbiano lasciato nella cultura popolare. La comparazione delle fonti (documentarie iconografiche mitiche leggendarie orali e archetipe) testimonia infatti di una civilta’ sciamanica precristiana fino ad un certo punto parallela alla cultura urbana e poi apertamente in contrapposizione a questa che ha combattuto una lunga guerra per non essere assimilata e in qualche modo sopravvivere il cui ricordo e’ ancora vivissimo nella memoria della gente dei monti.Si tratta di una storia trascurata dalla storiografia ufficiale ma necessaria per andare alle radici del nostro immaginario collettivo. La metodologia ‘a puzzle’ utilizzata per questo lavoro si rivela strumento necessario per ricostruire la storia della gente comune. Oltre che agli studiosi e agli studenti delle facolta’ storiche e umanistiche il volume si indirizza anche agli antropologi a chi si occupa di storia delle donne e di studi di genere di geografia umana e di psicologia.

Scarica il PDF di Donne Delinquenti

Giappone: fuga radioattiva anche da centrale di Tsuruga

Dal Giappone arrivano altre notizie poco confortanti. Se la centrale di Fukushima continua a tenere col fiato sospeso il mondo intero, cattive notizie giungono da un altro impianto nucleare nipponico, quello di Tsuruga.

Le agenzie di stampa Jiji e Kyodo hanno battuto nelle scorse ore la notizia di una fuoriuscita di materiale radioattivo proveniente dall’acqua utilizzata per raffreddare le barre di combustibile della centrale.

L’Atomic Power Co., società che, al pari della Tepco per Fukushima, gestisce l’impianto di Tsuruga, ha imputato l’anomalia ad un problema tecnico, non derivante dal terremoto dello scorso 11 marzo 2011. Lo iodio radioattivo depositatosi nel liquido refrigerante è stato rinvenuto nel reattore “Tsuruga-2”, che è il più recente dei due presenti.

La centrale è stata costruita nel 1987 ed è dunque molto più recente e moderna di Fukushima Daiichi. Produce 1.160 MW di energia e si trova nella prefettura di Fukui, a 450km da Tokyo, nel Giappone occidentale, zona poco colpita dal sisma e risparmiata dagli tsunami.

Per precauzione i tecnici dell’Atomic Power Co. hanno “spento” il reattore per intraprendere indagini più approfondite sull’entità e la causa della perdita. Nei prossimi giorni saranno disponibili maggiori informazioni, che si spera, non procedano nella direzione che in molti temono.

 

Culture Jammer

Vi ricordate che un po’ di tempo fa vi avevo accennato che esiste una pratica denominata “detournament“.

In vista della campagna elettorale del comune di torino immagino tornerà assai di moda.

E effettivamente vi racconto sul caso due episodi:

Il primo è una cosa successa l’altra sera.
Mi son ritrovato alla cavallerizza all’uscita dello spettacolo di Ascanio Celestini, per accompagnare a casa la mia attuale ragazza. Sotto i portici la compagnia dei clochard era pronta a mettere in scena la prima per tutti quelli che sarebbero di li a cinque minuti passati in quel tratto di selciato.

Semplice nel suo essere difficile la scena allestita da queste cinque o sei figure, immagini di pura strada: uno intento a lavare una ciotola del cane dopo aver finito cena con la manichetta antincendio lì vicina, il socio a rassettare la cucina spostando il fornello da campo, un altro ancora a sintonizzare l’impianto hi-fi cambiando le pile alla radiolina e gli ultimi a sistemarsi le preziose stoffe sui pregiati letti di cartone.

La fiumana di gente uscente dal teatro ha dato il ciack alla scena: due commedianti si staccano, e con tipica andatura simil ebbra iniziano a chiedere la questua con l’ausilio della ciotola suddetta e di un pamphlet sui viaggi con cui, far capire la nazionalità di uno dei due indicando la parola “Ungheria”.

Passandoci vicino ci facciamo due chiacchiere, gli passiamo due siga e lasciamo che continuino il giro.

Nel mentre il clima da campagna elettorale fa capolinea nella scena, con una timida candidata della lista di Pietro (Italia dei valori, IDV) al consiglio comunale che si presenta in veste di una ragazza con amica, che dopo aver provato inutilmente a parlar con qualcuno dei presenti, tenta con i due “accattoni ad arte” suddetti.

copertina culture jam kalle lasn

Parte una bella discussione, la candidata IDV dopo dei consigli generici si rende conto chi ha davanti ma comunque chiede loro se hanno intenzione di votarla, e loro in pieno stile detournament, per fini non proprio di ideale certo, le chiedono: “si ma quanto ci dai?”

La signorina strabuzza gli occhi, rimane interdetta e inizia a balbettare, facendoci capire che candidata abbiamo di fronte, dopo di che tenta la fuga aiutata dalla sua imbarazzata amica che distoglie i ragazzi mentre scappano via.

I due teatranti si guardano uno fisso negli occhi, osservano le mani piene di materiale di propaganda elettorale e scelto il santino giusto lo ripropongono subito, utilizzando primordiali tecniche di ingegneria sociale a fin di lucro, a un signore passato in quel momento, che scappa via come un ossesso pensando però: SIGNORINA NON TI VOTERO’ MAI!!!!

Il secondo è un’immagine comparsa su indymedia piemonte e che ritrae uno dei manifesti elettorali di Maurizio Marrone ritoccato ad arte in pieno detournament style.
Immagino che appena si accentuerà il peso mediatico di questa ennesima campagna elettorale comparirà nuovo satirico materiale.

Per capirne qualcosa di più vi allego un link al pdf del libro di Kall Lanse, da cui è nato tutto, va naturalmente preso con le molle, le pratiche e la zona geografica di riferimento sono assai diverse, ma in moltissimi ambiti i concetti sono stati ripresi più volte.